Secondo la testuale dizione del Trattato di Nizza (art.17 del Trattato che istituisce la Ce): “E’ cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell’Unione costituisce un complemento della cittadinanza nazionale e non sostituisce quest’ultima”. L'introduzione del concetto di cittadinanza europea, avvenuto in modo esplicito con il Trattato di Maastricht (1992), mira a rafforzare e a promuovere l'identità europea, coinvolgendo sempre più i cittadini nel processo di integrazione comunitaria.
Attraverso la realizzazione del mercato unico, i cittadini godono di una serie di diritti di carattere generale in diversi settori, quali quello della libera circolazione dei beni e dei servizi, della tutela del consumatore e della sanità pubblica, della parità di opportunità e di trattamento, dell'accesso all'occupazione ed alla previdenza sociale. La cittadinanza dell'Unione europea comporta tuttavia una serie di norme e diritti ben definiti, che si possono raggruppare in sei categorie:
- la libertà di circolazione e di soggiorno su tutto il territorio dell'Unione;
- il diritto di votare e di essere eletto nelle elezioni comunali e in quelle del Parlamento europeo nello Stato membro di residenza;
- la tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro in un Paese terzo nel quale lo Stato di cui la persona in causa ha la cittadinanza non è rappresentato;
- il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo e ricorsi al Mediatore europeo;
- il diritto di potersi rivolgere alle istituzioni e organi comunitari in una qualsiasi delle lingue dell’Unione (all’art.314) e ricevere una risposta nella stessa lingua;
- il diritto di accedere ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, a determinate condizioni.
È opportuno inoltre ricordare:
- il principio della non discriminazione in base alla nazionalità fra cittadini dell'Unione e quello della non discriminazione in base al sesso, alla razza, alla religione, agli handicap, all'età o alle tendenze sessuali;
- il pari accesso alla funzione pubblica comunitaria.
Il Trattato ha previsto, inoltre, la possibilità di un'evoluzione di tali diritti nel senso della loro estensione e del loro rafforzamento.
A tutt’oggi i cittadini possono incontrare difficoltà nell'esercitare alcuni diritti legati alla cittadinanza europea, soprattutto a causa di pratiche amministrative nazionali scorrette o particolarmente rigide. In una serie di relazioni periodiche curate dalla Commissione europea si effettua il bilancio dell'applicazione concreta dei diritti conferiti dalla cittadinanza europea e si passano in rassegna gli strumenti più adatti per trasformare questi diritti in una realtà quotidiana, piena ed effettiva, per il maggior numero di cittadini dell'UE. In questo quadro l’Unione ha provveduto ad intraprendere ed attuare varie azioni legislative e non.
Una evoluzione significativa in settori strettamente connessi alla cittadinanza si deve registrare con la proclamazione della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” avvenuta al Consiglio europeo di Nizza nel dicembre 2000. Nonostante questo testo non abbia ancora valore giuridico vincolante la maggior parte delle istituzioni europee ha fin d’ora dichiarato che ne rispetterà comunque i precetti.
Con il Progetto di Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, elaborato dalla Convenzione europea e ora al vaglio della Conferenza intergovernativa, si preannuncia un altro importante passo in avanti nell’ambito della pienezza del riconoscimento di una specifica cittadinanza europea. In particolare attraverso la prevista “costituzionalizzazione” della suddetta Carta di Nizza e l’inserimento di un innovativo titolo dedicato alla “Vita democratica dell’Unione”.