2007: Anno europeo delle Pari opportunità 
Il 2007 è l’Anno europeo delle Pari opportunità. Si tratta di un’iniziativa volta a dare un nuovo slancio alla lotta contro la discriminazione nell’UE tenendo conto di quanto dichiarato nella comunicazione della Commissione europea “Strategia-quadro per la non-discriminazione e le pari opportunità per tutti” pubblicata nel giugno 2005. Durante l’anno si cercherà, con una serie di iniziative, di sensibilizzare gli europei a due dei principi di base su cui si fonda l’UE: il diritto all’uguaglianza di trattamento e il diritto ad una vita senza discriminazioni. L’Anno è stato lanciato il 30 e il 31 gennaio 2007 a Berlino, in occasione del primo Summit dell’uguaglianza che ha riunito 450 delegati di tutta Europa. In questa occasione Vladimír Špidla, Commissario europeo degli Affari sociali e delle Pari opportunità, ha dichiarato: “Gli Europei hanno diritto all’uguaglianza di trattamento e ad una vita senza discriminazione. L’Anno europeo 2007 delle pari opportunità per tutti è volto a garantire che tutti ne siano informati. Per un anno intero, noi poseremo la nostra attenzione sulle pari opportunità e sui vantaggi che una società diversa apporta all’Europa. L'Europa dispone d'un grande ventaglio di talenti. Non possiamo permetterci di disperderli". Le prime misure per la lotta contro la discriminazione sessuale adottate dalla Comunità europea risalgono al 1957 ma è il 2000 l’anno in cui entrano in vigore due nuove direttive antidiscriminatorie che fanno della legislazione dell’UE una delle più complete al mondo in materia: ogni discriminazioni di sesso, di razza o origine etnica, di religione o di convinzione personale, per handicap, per età o per orientamento sessuale non è solo immorale ma è considerata una pratica illegale. L’adozione di nuove direttive è tappa fondamentale per garantire pari diritti e stesse chances per tutti, ma non basta; proprio per questo l’Anno europeo per le pari opportunità rappresenta un’importante occasione per indurre ad un cambiamento di comportamento e di mentalità. Si tratta della prima iniziativa comunitaria che riguarda i sei motivi di discriminazione sopraelencati proibiti dall’articolo 13 del Trattato che istituisce la CE. L’Anno veicolerà e diffonderà un messaggio globale in favore delle pari opportunità e contribuirà a far conoscere meglio il ruolo giocato dall’Unione per la lotta contro la discriminazione.
Uno degli scopi che si cercherà di perseguire nel corso delle attività di quest’anno sarà quello di promuovere un ampio dibattito sui vantaggi delle diversità tanto per gli individui quanto per le società europee soprattutto tenendo conto del fatto che le nostre società sono in pieno mutamento –la popolazione europea sta invecchiando e aumenta invece il suo carattere multietnico-. L’Anno sarà articolato intorno a 4 obiettivi chiave: i diritti, la rappresentanza, il riconoscimento, il rispetto. Con i diritti s’intende sensibilizzare l’opinione pubblica al diritto alla parità di trattamento e alla non-discriminazione. Tutte le persone hanno diritto ad un pari trattamento nel seno dell’Unione europea: è questo il messaggio chiave che l’Anno promuoverà presso il grande pubblico, ma anche presso persone o gruppi vittime di discriminazione o potenzialmente vittime di essa. Si tratta anche di mostrare che uguaglianza non significa annullare le differenze, infatti la messa in opera di un concetto d’uguaglianza deve tener conto delle diversità per assicurare realmente ad ogni persona un uguale trattamento. Con il concetto di rappresentanza si cercherà di stimolare un dibattito sui mezzi da attuare per rafforzare la partecipazione alla società dei gruppi vittime di discriminazione oltre che ad una partecipazione equilibrata tra uomini e donne. I nostri Parlamenti infatti, contano un esiguo numero di donne e un numero ancora minore di deputati di minoranza etnica. Inoltre le persone che hanno un handicap sono poco visibili nella società. L’Anno lancerà dunque una serie di dibattiti sul modo di promuovere una maggiore partecipazione alla società di gruppi sotto-rappresentati, oltre che la partecipazione equilibrata di uomini e donne in tutti i settori e a tutti i livelli. E’ chiaro che interlocutori privilegiati saranno il mondo delle imprese e quello della politica: una politica di pari opportunità non può accontentarsi di eliminare la discriminazione, essa deve ugualmente tentare di dare a tutti le stesse chances di partecipare pienamente e in piena uguaglianza alla società. Riconoscimento vuol dire facilitare e celebrare la diversità nell’uguaglianza dei diritti. Col tema del Rispetto si vorrà sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di abolire i clichés, gli stereotipi e la violenza e di favorire le buone relazioni tra tutte le componenti della società, in particolare tra i giovani.
Proprio nell’idea che il riconoscimento e la salvaguardia delle differenze rappresenti un presupposto imprescindibile per l’affermazione dei diritti di ciascuno, l’Unione europea ha scelto di utilizzare come principio chiave per la celebrazione dell’Anno delle Pari opportunità quello della decentralizzazione. Ciò significa che anche le celebrazioni e le iniziative proposte dovranno tener conto dei contesti, del dominio legislativo in materia proprio di ogni Paese partecipante oltre che al contesto socioeconomico e culturale e delle diverse sensibilità dei singoli Paesi (27 Stati membri dell’UE, Islanda, Liechtenstein e Norvegia). E’ per questo che la maggior parte delle attività poste sotto il segno di quest’Anno si sviluppano a livello nazionale, regionale e locale.
L’intero programma è consultabile sul sito:
http://ec.europa.eu/employment_social/fundamental_rights/eyeq/lyprog_en.pdf
Per le iniziative in Italia consultare il sito del Dipartimento per i diritti e le pari opportunità: www.pariopportunità.gov.it
Contatti:
Dipartimento per i Diritti e le Pari opportunità. Presidenza del Consiglio dei Ministri
Silvia della Monica
Email contact : s.dellamonica@palazzochigi.it
Tel. +39 06 6779 2440
Fax: +39 06 6779 2471