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14/05/2007
Da Sintra Avanti!…ma lentamente sulle riforme europee
Un appello piuttosto cauto affinché l'Europa vada avanti sulla strada delle riforme e della sfide che l'attendono, approvando un nuovo trattato, ma senza sbilanciarsi né sui contenuti né nell'entusiasmo. Questo sinteticamente è il risultato del cosiddetto 'mini-summit' informale di Sintra, in Portogallo, di questo fine settimana (12-13 maggio) dove si sono riuniti il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, presidente di turno del Consiglio europeo il presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering., il primo ministro portoghese, José Socrates e quello sloveno Janez Jansa (che avranno rispettivamente la Presidenza dell’UE, nel secondo semestre 2007 e nel primo del 2008). “E' nel nostro interesse e nella nostra responsabilità permettere all'Europa di agire di fronte alle sfide che ci troviamo di fronte. Sono certa che ci riusciremo se restiamo uniti, se lavoriamo insieme" ha detto Merkel in alcune brevi dichiarazioni alla stampa. "Sono assolutamente cosciente del fatto che la Germania da sola non può trovare una soluzione a questi problemi" ha aggiunto la leader tedesca, che per il 21 e 22 giugno a Bruxelles punta a ottenere dai Ventisette un accordo sulla sostanza del nuovo trattato costituzionale e una 'road map' che permetta la sua adozione e ratifica prima delle elezioni europee del 2009. "Non si tratta di discutere di un mini-trattato o un maxi-trattato, ma di un trattato che renda l'Europa in grado di agire per conformare la globalizzazione ai nostri valori" ha affermato dal canto suo Barroso, precisando che la maggior parte delle discussioni del mini-summit informale di Sintra da lui organizzato, sono state consacrate al dossier istituzionale. Nelle ultime settimane infatti, si è sempre più delineata una spaccatura fra i Ventisette sulla ripresa dei negoziati sulla riforma istituzionale: da un lato circa 22 paesi favorevoli a mantenere il più possibile del testo bloccato dai referendum francese e olandese, dall'altro quattro Stati fortemente euroscettici (Gran Bretagna, Repubblica ceca, Polonia e Olanda), che vorrebbero a limitare le riforme in modo più o meno duro. In mezzo la Francia di Sarkozy, che ha proposto un "minitrattato" che mantenga almeno parte delle riforme costituzionali, concedendo però alcuni elementi alle sovranità nazionali. Il compromesso non si preannuncia certo facile da trovare però la decisione condivisa su un calendario per i prossimi negoziati rappresenta già un primo importante risultato.
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