Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, parlando di fronte alla Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, ha ammonito oggi i governi degli Stati membri a non stravolgere le riforme delle istituzioni europee previste dal Trattato costituzionale firmato nel 2004, quando si rinegozierà il testo, con la nuova Conferenza intergovernativa (Cig) che verrà molto probabilmente avviata dal vertice del 21 e 22 giugno.
Nel suo discorso ha sottolineato:"Noi non potremmo accettare uno stravolgimento del pacchetto istituzionale esistente. Il rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune attraverso un ministro degli Esteri, una presidenza stabile del Consiglio, l'estensione del voto a maggioranza qualificata, il superamento della struttura a tre pilastri e la personalità giuridica dell'Unione sono tutti aspetti essenziali che vanno salvaguardati".
Conseguentemente Prodi chiede che il mandato della prossima Cig sia preciso e selettivo, e che, partendo dal testo del 2004, indichi solamente pochi nodi negoziali e le opzioni per scioglierli.
L'ex presidente della Commissione Ue ha quindi messo in guardia "contro certi appelli al "realismo", tipici della vigilia di un Consiglio europeo importante, immancabilmente orientati al compromesso al ribasso". "Vorrei invece osservare - ha detto - che se è vero che le grandi sfide globali possono essere affrontate solo a livello europeo, allora l'unico autentico realismo è quello di chi vuole un'Europa all'altezza di queste sfide, non di chi non la vuole".
Il primo ministro italiano, inoltre, pone anche già la questione di come procedere se anche questo nuovo sforzo riformista dovesse fallire di fronte alle opposizioni di alcuni Stati membri e prevede la nascita di una avanguardia aperta di Paesi che possa, comunque, permettere il percorso verso un’Unione sempre più stretta.
Tale chiara linea politica, ripropone l’Italia tra i Paesi più determinati a raggiungere delle riforme ambiziose sul piano dell’integrazione Europea che tengano adeguatamente conto delle richieste e necessità emerse e riconosciute anche durante la fase “costituente” che ha conciso con i lavori della Convenzione europea.